Il bailaor sivigliano farruquito -nato Juan Manuel Fernández Montoya– ha confessato che il suo nuovo documentario Sarai Farruquito "Mi è servito come terapia e sollievo", in una presentazione che ha avuto luogo presso Festival del cinema europeo di Siviglia (SEFF).
Il film racconta la saga del flamenco della famiglia Montoia –dal leggendario Farruco anche il figlio di Farruquito, Il Moreno– e comprende successi, battute d'arresto e la redenzione personale del suo protagonista.
Il ballerino di flamenco ha riconosciuto che parlare dei momenti difficili con il cuore "in gioco" è stato per lui un atto necessario, anche per trasmettere la sua verità ai suoi figli.
Diretto da Santi Aguado y Atlante di Ruben —quest'ultimo candidato agli Emmy e residente a New York—, il documentario approfondisce le complessità di una discendenza artistica, mostrando anche l'arte di flamenco come patrimonio familiare e culturale che richiede impegno.
"Il film 'You Will Be Farruquito' racconta la saga del flamenco della famiglia Montoya, dal leggendario Farruco al figlio di Farruquito, El Moreno, e comprende successi, battute d'arresto e la redenzione personale del suo protagonista."
Farruquito ha sottolineato che il film non poteva essere incentrato solo su di lui, perché se lo fosse stato, "non sarebbe stato realizzato". Nel suo discorso, il ballerino di flamenco ha anche sottolineato che "il flamenco "Nulla è cambiato, siamo noi che siamo cambiati."
Da parte sua, il regista Aguado ha spiegato che il film è diventato un "trittico: passato, presente e futuro" della dinastia Montoya, supportato da un vasto archivio audiovisivo di famiglia.
Inoltre, la consulenza scritta e culturale è stata fornita dall'attivista rom Noelia Cortés, che ha sottolineato nella storia la sua missione di "umanizzare lo zingaro".
Il documentario arriverà nelle sale all'inizio del 2026 e sarà successivamente presentato in anteprima sulla piattaforma Movistar Plus+, dopo essere passato per festival come DOC NYC con il titolo inglese Farruquito: A Flamenco Dinastia.
Si spera che con lui il pubblico possa scoprire non solo la grandezza di un ballerino di flamenco, ma anche il peso umano e sociale che deriva da una discendenza fatta di arte, tradizione e superamento delle sfide.
















