La Biennale di Flamenco di Siviglia si riconverte in Teatro Alameda in uno dei suoi epicentri più vivaci con un programma di nove spettacoli che, tra gli altri canteLa musica, la danza e il suono invitano il pubblico a un viaggio sensoriale ed emotivo, stabilendo questo spazio come punto d'incontro per artisti e fan dove la notte si dispiega come un viaggio progressivo che va dalla giovinezza alla celebrazione più autentica, passando attraverso la memoria. Artisti come Angeles Toledano, José del Tomate, Joselito Acedo, Pastora Galván, Capullo de Jerez, Juan e Bernardo Parrilla e Carrete de Málaga, Tra i tanti, saranno protagonisti di queste serate che fanno parte di un insieme con una propria identità.
Nelle parole del Angie Moreno, delegata per il turismo e la cultura del Comune di Siviglia“L'Alameda Theatre pulsa ancora una volta come uno degli spazi più vivaci della Biennale, un luogo dove il flamenco Si confronta con se stessa da prospettive molto diverse: la spinta giovanile, la memoria che ci sostiene e quella celebrazione libera e autentica che fa parte della nostra identità. Questo programma riflette l'impegno della città verso un'arte che non smette mai di evolversi, che coinvolge le nuove generazioni senza perdere le sue radici e che fa di Siviglia un centro culturale di primaria importanza.
A sua volta, la Direttore della Biennale, Luis YbarraHa descritto la programmazione del teatro come "una boccata d'aria fresca per le serate a tarda ora, un punto d'incontro per il pubblico e gli artisti, grazie alla sua posizione e all'atmosfera che emana". Riferendosi all'offerta, ha aggiunto: "Proponiamo agli spettatori un percorso diviso in tre fasi. L'idea non è che analizzino queste tre sezioni, o che le distinguano consapevolmente, ma piuttosto che, frequentando regolarmente il teatro, percepiscano che qualcosa sta accadendo. Che ogni cosa ha un inizio e una fine. Uno sviluppo più percettivo che narrativo".
In questo senso, spiegò, “il primo di questi blocchi è la giovinezza splendente: canteEsibizioni di danza e chitarra di tre giovani artisti già affermati: Ángeles Toledano in una serata speciale, Macarena López al suo debutto e José del Tomate. Per concludere questa fase, assisteremo a un gala con i vincitori del Circuito Giovanile Andaluso. FlamencoÈ diretto da Arcángel in modo che chi è agli inizi possa fare esperienza con un professionista."
La seconda tappa di questo viaggio, ha continuato, “passa attraverso la memoria: Joselito Acedo come maestro di cerimonie di una Triana che si sta perdendo e di un'altra che sta arrivando, insieme a Rafael Riqueni, José Acedo Sr., Pastora Galván, Manolo Marín, José Lérida, Ismael de la Rosa 'El Bola'… Dopo di lui, Ezequiel Benítez con le essenze di Jerez, Pastora Galván in una prima assoluta insieme alla batteria per commemorare il rock che è entrato nella penisola negli anni '70 dal suo modo razziale di intendere la danza e, infine, Manuel Cuevas e Miguel de Tena che eseguono un repertorio, esclusivamente, di Manuel Vallejo nel centenario della sua Chiave d'Oro."
E, per concludere, “la fine del viaggio è orientata verso il selvaggio, lo spirito autentico del festival, lo spensierato. Dopo diverse settimane della Biennale, godremo di Capullo de Jerez insieme a José de los Camarones in I flamencoNon vanno dal barbiere"Oltre alla cerimonia di musica strumentale della famiglia Parrilla, insieme a Diego Carrasco e al grande Carrete de Málaga. Più di un secolo dopo, l'Alameda continua ad essere uno spazio di incontri", ha concluso.
Il primo a salire sul palco dell'Alameda Theatre sarà Angeles Toledano, che debutterà sui suoi palcoscenici il 12 settembre Lo stesso sangue del corpoL'artista di Jaén si è affermata come una delle voci più uniche della scena attuale grazie a un cante Partendo dalle sue radici più ortodosse, si apre a una sensibilità contemporanea e profondamente personale. Con uno stile che unisce la profondità tradizionale a testi originali e una prospettiva fresca sulla femminilità, Toledano propone un universo sonoro in cui coesistono emozione, rischio e verità, prefigurando uno spettacolo che si addentrerà in quell'identità artistica che collega l'eredità di flamenco con nuove forme di espressione.
In questa prima parte del viaggio, quella dedicata ai giovani, si imbarca anche con la sua danza Macarena Lopez La prima proiezione è prevista per il 14 settembre. Sopra ogni altra cosa, dove l'artista pone una sfida intima e teatrale: cosa succede quando il corpo cessa di essere l'unico sostegno? Da lì, articola un'opera in cui voce, movimento, silenzio e presenza coesistono per dare forma a un viaggio che si muove tra il quotidiano e il sacro, affrontando temi come l'identità, la spiritualità e la memoria con ironia e tenerezza. Con testi originali, musica popolare e un forte impulso performativo, Sopra ogni altra cosa Si presenta come un atto di affermazione e un rituale di liberazione in cui una donna prende la parola per dare un nome a ciò che per lungo tempo è rimasto in silenzio.
"Il Biennale di Flamenco di Siviglia Trasforma ancora una volta l'Alameda Theatre in uno dei suoi epicentri più vivaci con un programma di nove spettacoli che, tra gli altri canteLa musica e la danza invitano il pubblico a un viaggio sensoriale ed emotivo. Un percorso progressivo che parte dalla giovinezza e arriva alla celebrazione più autentica, passando per la memoria.
Segue José del Tomate, presentando il suo Sonanta 3.0 16 settembre; una proposta che attinge alla tradizione per addentrarsi in territori sonori contemporanei. L'artista, che appartiene a una stirpe fondamentale di flamenco (figlio di Tomatito e nipote del leggendario Niño Miguel), ha ereditato il suo rapporto con la chitarra come un linguaggio. In Sonanta 3.0Intraprende un processo di decostruzione della propria eredità: rivisita il suo patrimonio ereditato per interrogarlo e ricostruirlo da una prospettiva personale, in un dialogo costante tra memoria e sperimentazione. Il concerto inizia dall'essenza più pura di flamenco Espandersi gradualmente verso nuove sonorità e atmosfere, incorporando effetti e risonanze che ampliano l'orizzonte espressivo della chitarra, in un percorso di trasformazione in cui la radice e la ricerca di un suono unico coesistono in modo naturale.
E questa prima parte del viaggio si conclude con... Gala del Circolo Giovanile Andaluso Flamencos, in collaborazione con l'Istituto Andaluso della Gioventù, il 20 settembre. Creato con l'obiettivo di promuovere, favorire e mettere in luce iniziative artistiche legate a flamenco di giovani residenti in Andalusia di età compresa tra i 14 e i 25 anni, e guidati dall'Istituto Andaluso di FlamencoIl circuito selezionerà quattro proposte artistiche nelle categorie di danza nella sua seconda edizione, cantechitarra e altri strumenti. Questo gala metterà in mostra il lavoro dei quattro artisti selezionati.
Il Teatro Alameda darà il via al viaggio attraverso la memoria il 22 settembre con una serata unica che offrirà Joselito Acedo e patio, una proposta che evoca gli antichi cortili dei caseggiati di Triana come spazi di coesistenza, creazione e trasmissione di flamencoAccompagnato da artisti di diverse generazioni come Manolo Marín, Pastora Galván, Rafael Riqueni e José Acedo Sr., il chitarrista dei Triana propone un viaggio intimo in quel microcosmo dove il linguaggio comune è flamenco'Patio' è un dialogo tra generazioni ed estetica, in cui la memoria del quartiere si intreccia con una prospettiva contemporanea, optando per una messa in scena essenzialista in cui dettaglio, silenzio e "direzione" precisa costruiscono un'identità sonora che connette passato e presente.
In questa parte del viaggio troviamo anche Ezequiel Benítez, che presenterà Ciò che nessuno vede Il 24 settembre, il cantante flamenco originario di Jerez presenterà il suo settimo album, in cui esplora emozioni nascoste e tutto ciò che rimane nell'ombra, ma che dà significato alla musica. canteConcepito come un omaggio ai silenzi e alle verità inespresse, lo spettacolo traccia un viaggio intimo in cui ogni tema funziona come uno specchio dell'anima, dove il flamenco Diventa veicolo per esprimere la lotta invisibile, il sacrificio e l'amore profondo che sostengono la creazione artistica. Con un discorso radicato nella purezza e permeato dalla propria esperienza di vita, Benítez invita il pubblico ad accompagnarlo in questo viaggio verso l'essenziale, in cui l'invisibile prende forma attraverso il lamento e l'emozione, rivelando la dimensione più onesta e profonda del suo essere. cante.
E con questo si conclude questa passeggiata nella memoria. Pastora Galvan con la prima assoluta di Tribussh! 26 settembre. Erede di una delle dinastie più influenti della danza sivigliana, figlia di José Galván e sorella di Israel Galván, l'artista ha costruito un proprio linguaggio che, radicato nella danza tradizionale femminile, si distingue per la sua forza espressiva, il suo ritmo risonante e un'inconfondibile presenza scenica. Con questo stile distintivo, Pastora Galván rappresenta una figura chiave nella trasmissione e nel rinnovamento della danza, e questa nuova prima assoluta si configura quindi come una proposta in cui tradizione e ricerca dialogano a partire da una maturità artistica, mantenendo intatta l'intensità e il carattere che definiscono il suo modo di vivere il palcoscenico.
La parte finale, il lato autentico della celebrazione, verrà da Manuel Cuevas e Miguel de Tena mettendo in scena il suo Di Vallejo 28 settembre; una serata unica che rende omaggio alla figura di Manuel Vallejo nel rispetto della tradizione e della profondità di cante classico. Entrambi gli artisti, riconosciuti con la Lámpara Minera (il più alto riconoscimento del Festival di Cante (delle Miniere), rappresentano un modo di comprendere il flamenco radicato nella conoscenza e nell'ortodossia, forgiato in peñae competizioni. Con carriere segnate da rigore e fedeltà agli stili, Cuevas e de Tena si addentrano nel repertorio del maestro per ricrearne l'eredità da una prospettiva contemporanea, in un dialogo che evidenzia la rilevanza e l'emozione durature di un cante che continua a battere forte anche oggi.
E anche la prossima notte sarà indimenticabile. Capullo de Jerez e José de los Camarones Offriranno lo spettacolo 'The flamenco'Non andranno dal barbiere il 30 settembre'. Una dichiarazione di libertà in cui i capelli lunghi diventano simbolo di una cante Senza fronzoli, diretti e senza artifici. Due figure uniche di cante Due artisti di Jerez, forgiati in un'epoca d'oro segnata dall'intensità della notte e dell'esperienza di vita, si incontrano sul palco per dialogare attraverso il rischio, l'improvvisazione e l'autenticità. Tra chiamate e risposte che si muovono tra martinetes, fandangos e soleá, entrambi gli artisti costruiscono un "fuoco incrociato" carico di tensione, complicità e momento presente, in cui la verità di cante Si afferma con carattere ed energia.
La sera del 1° ottobre si terrà la festa di chiusura all'Alameda Theatre. Juan Parrilla e Bernardo Parrilla, insieme a Diego Carrasco e Carrete de Málaga, presenterà 'Eredità' in una notte unica concepita come celebrazione e eredità allo stesso tempo. Lo spettacolo, ideato da Juan Parrilla, è un tributo alla famiglia e alle radici artistiche che hanno plasmato la sua carriera, dalla sua nativa Jerez al suo legame con grandi figure del flamenco e danza. Attraverso un repertorio che cattura questa memoria, con evocazioni di figure come Moraíto Chico, Enrique de Melchor e Lola Flores, i fratelli Parrilla tracciano un viaggio emozionale in cui il flauto e il violino diventano veicoli di una tradizione viva e in continua evoluzione. La partecipazione di Diego Carrasco e Carrete de Málaga porterà sul palco il loro inconfondibile ritmo e la loro personalità accattivante, arricchendo con esperienza e modernità uno spettacolo conclusivo che celebra, nella sua forma più pura, la trasmissione dell'arte. flamenco. ♦




















































































