Lo flamenco de Manuel Chavez Nogales È il titolo del nuovo libro appena pubblicato dall'editore. AlmuzaraQuest'opera non è un trattato musicologico o un'antologia, ma una visione unica di quest'arte che apre le porte a un aspetto poco esplorato, ma non per questo meno importante, del pensiero e della sensibilità di questo illustre giornalista, che cerca di analizzare questa manifestazione musicale come parte di un contesto sociale, culturale e sentimentale dell'Andalusia da lui vissuta e pensata.
Il libro è composto da testi scritti in tempi e luoghi diversi, nei quali, con la sua penna magistrale, rivela lo sguardo attento di un giornalista preoccupato di come una società si manifesta. Denuncia la banalizzazione di flamenco da coloro che l'hanno ridotta a folklore da cartolina e rivendica gli artisti —incompresi, ridicolizzati— che hanno mantenuto viva quest'arte con commovente onestà.
Così Chaves Nogales si avvicina sempre di più a cante jondo non come folklore, ma come espressione del dolore, della memoria e dell'anima andalusa e percepisce con profonda intuizione che il flamenco Va oltre il palcoscenico: "È una riserva emotiva e simbolica che continua a pulsare quando tutto il resto è esaurito."
"Chaves Nogales denuncia la banalizzazione di flamenco da chi l'ha ridotta a folklore da cartolina e rivendica gli artisti – incompresi, ridicolizzati – che hanno mantenuto viva quest'arte con commovente onestà»
Lontano dai facili colori locali e dalle cartoline folcloristiche, Manuel Chaves Nogales si avvicina al flamenco con uno sguardo chiaro, intelligente e profondamente rispettosoNon cerca esotismo o magniloquenza. Ciò che trova – e ci lascia – sono ritratti precisi, umani, a volte aspri, di un'arte che all'epoca non aveva bisogno di abbellimenti o scenografie per emozionarci.
Qui non ci sono cliché. Ci sono cortili poveri, lunghe notti, artisti senza nome e anche figure mitiche. Esiste un'Andalusia vera, contraddittoria, complessa, raccontata da un giornalista che non ha mai voluto essere protagonista, ma che ha lasciato pagine memorabili quando ha deciso di raccontare ciò che ha visto.
Manuel Chaves Nogales (Siviglia, 1897 – Londra, 1944) è oggi una delle figure di spicco della letteratura e del giornalismo spagnolo del XX secolo. Come caporedattore di The Herald e direttore di Ora Divenne una figura di spicco del giornalismo durante la Repubblica. La sua opera letteraria, che spaziava dal giornalismo ai romanzi, ha prodotto diversi libri affascinanti su temi russi. Il ritorno in Europa in aereo, Il bolscevico innamorato, Ciò che resta dell'impero zarista y L'insegnante Juan Martínez che era lìE nel 1935 ottenne un enorme successo editoriale con la sua nota serie giornalistica su Giovanni Belmonte in La Estampa e La Nación, recentemente pubblicati da Almuzara.
La guerra lo costrinse ad abbandonare la Spagna e, dopo un periodo a Parigi, da cui emerge buona parte del suo libro L'agonia della Francia (1941), si stabilì a Londra, dove continuò a svolgere un'intensa attività giornalistica internazionale. Nel clima di esilio e di guerra, con la salute gravemente compromessa, un infelice intervento chirurgico gli causò la morte mentre stava preparando un libro con le testimonianze dei profughi dell'occupazione tedesca.




















































































