Dopo un quarto di secolo senza registrare un album flamenco dal mitico infestare (2000), Mayte Martín tornare con In illo tempoUn'ambiziosa doppia opera che si configura come il progetto più importante, profondo e rivelatore della sua carriera. Un'opera concepita come atto di memoria, testamento artistico e dichiarazione di principi.
Il nucleo concettuale del doppio album In illo tempo Risiede in un'idea chiara: la tradizione come energia vitale. Una visione che risuona con la frase che accompagna la copertina dell'album, attribuita a Gustav Mahler"La tradizione non consiste nell'adorazione delle ceneri, ma nella conservazione del fuoco."
Nelle parole dell'artista stesso, "l'espressione nell'illo temporeL'espressione, di origine latina, si riferisce – con tono solenne, trascendentale e quasi mistico – a tempi passati, a un'epoca remota ricordata con nostalgia e riverenza. Simboleggia il culto del passato e ritrae uno sguardo attraverso una finestra verso un ricordo idilliaco e romantico di un tempo originario.
Questo nuovo progetto di Mayte Martín non riguarda solo la registrazione: è spirituale, estetico e vitale. In illo tempo Nasce dalla consapevolezza di chi ha atteso il momento preciso per dire ciò che doveva essere detto.
"Sicuramente c'era una ragione mistica, al di là della mia comprensione, dietro questo quarto di secolo di silenzio nelle nostre registrazioni." flamenco Intendeva dire che qualcosa non era stato al suo posto fino ad ora. Né io avevo raggiunto, fino ad oggi, quel livello di maturità che avrebbe dato significato a un nuovo modo di sentire e di agire.
"È un'opera che non guarda al passato con sterile nostalgia, ma con attiva riverenza. 'In illo tempore' nasce da questo rispetto religioso che professo per flamenco "Sono nato da coloro che lo hanno reso il tesoro che venero. Onorarlo è ciò che desidero."

Puri e intrecciati
L'album è strutturato in due volumi ben distinti: Puro y EntreveraoDue universi che dialogano fin dalle loro origini.
En PuroMayte Martín offre un flamenco essenziale, senza compromessi: «Puro Questo è tutto: Puro. un flamenco senza vestigia che custodiscono grandi e alcune opere trascurate di flamenco antico, preservandolo e rispettandolo sia nella sostanza che nella forma.".
Un'opera che esalta la purezza sia come etica che come estetica, accompagnata dal chitarrista Jose Galvez, erede della tradizione di Jerez, con cui condivide il palcoscenico dal 2022.
D'altro canto, Entreverao Propone una coesistenza organica tra i suoni: "Tutto ciò che suona in Entreverao È il frutto della coesistenza dentro di me di suoni antichi di diversa natura che hanno plasmato i miei interessi musicali fin dall'inizio della mia esistenza.
Lungi dall'avere l'intenzione di modernizzarli, l'obiettivo è diverso: "Non si trattava di modernizzarli, ma di rivitalizzarli e prolungarne la vita in quest'epoca che ho avuto la fortuna di vivere".
Es conservazione antincendio che permea ogni solco di questa nuova opera. "Da questa riverenza per il passato nasce il mio impulso a trasmettere l'essenza, quel tesoro che sopravvive al tempo e alle mode. Ciò che, al di là dell'estetica e delle forme, rimane sospeso nell'aria per i secoli a venire."
La dimensione di 'In illo tempore'
Il rinomato giornalista e specialista José María Velázquez-Gaztelu sottolinea l'importanza del ritorno di Mayte Martín alle registrazioni flamenco: «Cantante, compositore e chitarrista, per Mayte Martín 'la flamenco "È la mia origine, non il mio giogo." E con questa premessa come motto, si addentra in diversi generi con una personalità artistica travolgente. Aggiunge: "Mayte ricorda e attiva le risorse dell'evocazione. Guarda dentro di sé per ritrovare silenziosamente la traccia delle voci dei personaggi nascosti nel manto della storia."
In illo tempo È, in definitiva, un'opera di assoluta maturità, in cui convergono esperienza, conoscenza e verità artistica. "Per me, i dischi non sono una raccolta di cante"Non è solo una storia, ma un documento che cattura una fase della vita che raggiunge il suo apice", spiega Mayte. "È un'opera che non guarda al passato con sterile nostalgia, ma con attiva riverenza." In illo tempo Deriva da questo rispetto religioso che professo per flamenco "Sono nato da coloro che lo hanno reso il tesoro che venero. Onorarlo è ciò che desidero", conclude l'artista.
Mayte Martín non solo ritorna a flamenco nella sua forma registrata: trascende e la condivide dal vivo:
- Martedì 7 aprile – Palau de la Música, Barcellona
- Domenica 19 aprile – Teatro Cervantes, Malaga



















































































