El Teatro della Maestranza si unisce al ritmo del XXIV Biennale di Flamenco di Siviglia con un programma, composto da proposte di grande formato, che combina canteMusica e danza in due prime mondiali e una serie di serate irripetibili, a cominciare dal debutto del nuovo spettacolo di Sara Baras, che ritorna alla Biennale quattordici anni dopo per presentare InfinitoUna prima creata esclusivamente per questo evento segnerà anche l'apertura di questa edizione e l'inizio della stagione delle arti performative della città. Insieme a questa creazione molto attesa, il teatro ospiterà anche la prima di un nuovo spettacolo di Israele Galvannonché una serie di performance inquadrate nel concetto di serate uniche. Opere concepite come eventi esclusivi, con incontri singolari tra artisti, spazi e repertori che nascono con una vocazione all'eccezionalità e che si verificano una sola volta.
Tra i presenti alla presentazione del programma della Maestranza c'erano Pepe Torres, Juan Manuel Cañizares, Marina Heredia, Angie Moreno, Luis Ybarra, Carmen Linares e Pedro María. Peña e Esperanza Fernández. Nei video che accompagnano questo articolo potete vedere le dichiarazioni di tutte loro.
Il Delegato per il Turismo e la Cultura del Consiglio Comunale di Siviglia, Angie Moreno, ha sottolineato che “la presenza del Teatro de la Maestranza alla Biennale di Flamenco riafferma il ruolo di Siviglia come capitale indiscussa di jondo a livello internazionale, con un programma che coniuga eccellenza artistica, produzioni su larga scala e proposte uniche pensate per entusiasmare il pubblico”. A questo proposito, Moreno ha sottolineato che “stiamo parlando di un palcoscenico di prim'ordine che ospita prime mondiali e incontri irripetibili tra artisti, consolidando la Biennale come la grande vetrina globale di flamenco".
La consigliera ha inoltre sottolineato che “il Consiglio comunale continua a promuovere una cultura diversificata, accessibile e di alta qualità che coniuga tradizione e creatività contemporanea, ponendo i nostri artisti in prima linea”. “La Biennale non solo proietta l'immagine di Siviglia nel mondo, ma genera anche attività culturali, economiche e turistiche, rafforzando la nostra identità e il nostro ruolo di leadership come città culturale”, ha concluso Angie Moreno.
Da parte sua, il direttore della Biennale, Luis YbarraHa commentato che “il Teatro de la Maestranza è un colosseo della cultura nella città, e il flamencoGrazie alla Biennale, è diventata consuetudine allestire lo spazio espositivo durante il mese di settembre ogni due anni”. In questo modo, ha aggiunto, “la cultura profonda viene presentata a quasi 20.000 persone”.
"Il Teatro de la Maestranza si unisce al ritmo della XXIV Biennale di Flamenco da Siviglia con un programma che combina cante"Spettacoli di danza e performance in due prime mondiali e in una serie di serate irripetibili, a cominciare dal debutto del nuovo spettacolo di Sara Baras, che torna alla Biennale quattordici anni dopo per presentare Infinita."
Per quanto riguarda il programma, il regista ha sottolineato che “dall’apertura con Sara Baras alla chiusura, guidata da Carmen Linares circondata da donne di diverse generazioni nel trentesimo anniversario di Antologia delle donne nel canteSperiamo di essere entusiasti del canteLa danza e la chitarra di figure di spicco. Celebriamo la cultura gitana con Marina Heredia, José Mercé e lo spettacolo Cannella e chiodi di garofanoAccoglieremo i classici con il Maestro Cañizares insieme alla Ross e, ne sono certo, ci delizieremo con le nuove opere di Israel Galván. farruquito E Manuel Liñán, che ha creato uno spettacolo per mettere in mostra le sue capacità a Siviglia. Spesso, l'idea di "notti uniche" nasce dagli artisti stessi, che vedono la Biennale come lo spazio in cui presentarsi con la massima originalità. Ci divertiremo, ci interrogheremo e continueremo ad affinare il nostro sguardo in quell'auditorium dove diverse generazioni si sono formate come spettatori.
L'attesissimo ritorno della ballerina di flamenco Sara Baras alla Biennale aprirà il programma del Teatro de la Maestranza con una tripla esibizione. InfinitoLo spettacolo, che andrà in scena l'11, 12 e 13 settembre e inaugurerà la 24ª edizione, si basa sull'identità, il patrimonio e il potere simbolico dell'Andalusia. Lo show propone un viaggio teatrale attraverso otto prospettive femminili che incarnano il cuore pulsante della regione. flamenco delle otto province andaluse; una creazione che, secondo l'artista, nasce "da una terra che ci dona e ci insegna, da un battito cardiaco che non si ferma mai".
Il ballerino di flamenco Israel Galván presenterà in anteprima un nuovo spettacolo alla Biennale e sul palco del Teatro de la Maestranza. Il 26 settembre, mostrerà il suo lavoro al pubblico e ai visitatori di Siviglia. Bolero in bianco e nero, in cui renderà omaggio a Maurice Ravel In programma l'esecuzione di "Boleros" e altri brani, tra cui bolero interpretati da Ramón Calabuch Batista (Moncho) e Juan José Amador Amador, due figure di spicco di questo genere musicale. Come sottolinea lo stesso Galván, "spoglieremo il bolero del suo colore, dei suoi orpelli, del suo merengue, dei suoi candelabri. Lo lasceremo in una stanza austera, facendolo sussurrare dolcemente all'orecchio dell'ascoltatore, mantenendo al contempo una macchina ritmica che non si ferma mai".
Il programma della Biennale in questo spazio è arricchito da una serie variegata di serate uniche con la partecipazione di figure di spicco del mondo dell'arte. flamencoIl tocco di Juan Manuel Cañizares, riconosciuto nel 2023 con il Premio Nazionale di Musica nella categoria Esecuzione, aprirà le serate uniche alla Maestranza il 19 settembre con Orchestra Sinfonica di Cañizares, un recital su larga scala in cui il chitarrista e compositore sarà accompagnato dal ROSSO e eseguirà due delle sue opere più significative per chitarra e orchestra: la Concerto Al-Andalus, in memoria di Paco de Lucía, E Concerto Mediterraneo, dedicato a Joaquín RodrigoLo spettacolo, che segna la prima volta che entrambe le opere vengono eseguite a Siviglia, nonché la prima collaborazione di Cañizares con la ROSS, sarà diretto dal maestro Santiago Serrate e vedrà la partecipazione di palmeros Ángel Muñoz e Charo Espino, integrando il palmas Il flamenco in chiave sinfonica, in una proposta d'avanguardia che amplia i limiti espressivi del concerto per chitarra e orchestra.
La notte seguente, il 20 settembre, la cantante di flamenco di Jerez Jose Mercé presenterà Suona l'allarme, alludendo al titolo di una seguirilla della cantante flamenco nata a Jerez Juanito Mojama -Anche se suonano l'allarme—, un'espressione che indica dare un segnale di allarme urgente, tradizionalmente per mezzo di campane. Possessore di una delle discografie più ampie di cante Con quasi venti album all'attivo, Mercé porterà sul palco del Teatro de la Maestranza uno spettacolo in cui sarà accompagnato da nuove promesse della chitarra.
"Dall'apertura con Sara Baras alla chiusura di Carmen Linares, speriamo di essere commossi dal canteLa danza e il suono della chitarra di figure di spicco. (...) Ci divertiremo, ci interrogheremo e continueremo ad affinare il nostro sguardo in quell'auditorium dove diverse generazioni si sono formate come spettatori" (Luis Ybarra)
Il 22 settembre sarà il turno del ballerino e coreografo nato a Granada Manuel Linán, che nel suo incontro con il pubblico di Siviglia presenterà Ballerina di flamenco@Uno spettacolo di danza con la partecipazione di diversi artisti ospiti, in cui l'artista celebra la propria identità. "Questo spettacolo non è una ricerca o una sperimentazione, ma piuttosto un riconoscimento. È la mia accettazione di me stesso", spiega Liñán, che concepisce quest'opera come il risultato di diversi anni dedicati alla costruzione di un'identità da cui poter danzare pienamente, anche di fronte alle critiche e ai giudizi sociali. Attraverso una selezione di pezzi che riflettono la sua identità in continua evoluzione, l'artista invita il pubblico a entrare in contatto con la sua storia attraverso l'emozione e il movimento. Ballerina di flamenco@ È un atto di libertà, una riaffermazione personale e artistica che trova nel flamenco la sua lingua più autentica.
Il segno profondo lasciato dalla comunità rom nella flamenco I cantanti di flamenco arriveranno al Teatro de la Maestranza per rendere omaggio alla cantante la sera del 24 settembre. Esperanza Fernández, Duquende e José Valenciae i ballerini Immagine segnaposto Pepe Torres y Re di Nazareth metterà in scena Cannella e chiodi di garofanouno spettacolo diretto da Pietro Maria Peña che celebra un incontro con le radici di flamenco Lungi dall'essere ancorata alla nostalgia, questa forma d'arte si proietta nel presente e nel futuro, trasformando il suo patrimonio in qualcosa di vivo e rinnovato. La proposta sottolinea il contributo unico del popolo rom a quest'arte, che deve gran parte della sua essenza e della sua magia alla creatività, all'intuizione e alla singolare capacità dei rom di percepirla e interpretarla.
Sarà inoltre citato farruquito con il pubblico di Maestranza in questa Biennale. La ballerina si esibirà il 28 settembre. Sarai FarruquitoUna biografia emozionante raccontata a partire dalla verità assoluta del corpo e del ritmo, supportata da proiezioni di archivi personali inediti. Lo spettacolo è basato su un viaggio in cinque atti, che invita il pubblico a un'esplorazione cronologica e sensoriale delle fasi della vita dell'artista, in modo che ogni palo flamenco Esso incarna un momento della sua storia: eredità (l'infanzia di un ragazzo segnato da una dinastia irripetibile), apprendimento (il rigore, la disciplina e la solitudine della crescita artistica), esplosione (la consacrazione dell'artista), resilienza (la sua caduta, il dolore, la lotta interiore e la ricostruzione) e eredità (il presente e il futuro incarnati in Juan El Moreno(suo figlio).
Per inaugurare ottobre, la notte del 1°, Marina Heredia Sarà inoltre accompagnato dalla ROSSA Gratis! La via zingaraIn concomitanza con il sesto centenario dell'arrivo documentato del popolo Rom nella penisola iberica, la cantante flamenco di Granada, presenza fissa sui principali palcoscenici musicali e in prestigiosi festival nazionali e internazionali, ha creato un'opera in sintonia con questa importante ricorrenza. Heredia presta la sua voce a questo poema sinfonico che riflette il lungo percorso del popolo Rom e le sue priorità fondamentali: libertà, famiglia e rispetto per gli anziani, cibo, canto e danza. Il brano ripercorre il viaggio del popolo Rom dal Rajasthan (la regione del Pakistan da cui furono espulsi) fino ai giorni nostri, concentrandosi sul senso di libertà che hanno sempre trovato nella musica e nella danza.
Il Teatro de la Maestranza ospiterà anche la cerimonia di chiusura della Biennale, la sera del 3 ottobre. Carmen Linares celebrerà il 30° anniversario dell'uscita del suo album Antologia delle donne nel cante con lo spettacolo Perle a migliaia, in cui sarà accompagnato da altre grandi voci del jondo come Marina Heredia e Maria Terremotoe la danza di Rafaela CarrascoUna serata unica che chiuderà questa edizione, per la quale la cantante ha selezionato un repertorio essenziale di stili flamencodi questo album antologico, con un programma guidato da cantiñas di Cadice, tango di Granada e soleares di Triana. ♦























































































