La IV Biennale di Flamenco da Cadice, Jerez e Los Puertos Chiude la sua edizione con un bilancio decisamente positivo: più di 7.000 persone hanno partecipato al più di trenta proposte in programma in otto comuni della provincia di Cadice. Un percorso che da settimane si concentra sulla flamenco più autentico in un'edizione dedicata al cantante di Sanlúcar María Vargas, una delle figure essenziali di cante Zingara e leggenda vivente di quest'arte universale.
Il direttore della Biennale, Mario González, sottolinea che questa edizione “ha posto l’ flamenco radice e a cante “La cultura gitana al centro della programmazione”, sottolineando l’importanza di avere María Vargas stessa nella sua città natale di Sanlúcar de Barrameda. “Abbiamo avuto eventi importanti come quelli di Pedro il Granain a Puerto Real, Luis El Zambo, José Méndez, José El Mijita o Gema Carrasco a Jerez, o José de los Camarones a Chipiona", sottolinea. In questo senso, González sottolinea che la Biennale è riuscita a "riaffermare la rilevanza e la forza di un flamenco che nasce dalla terra e dalla memoria.”
"Anche quest'anno abbiamo voluto proiettare l'immagine di un flamenco "Radicato, autentico, di cui Cadice è campione e che continua a posizionare la provincia come punto di riferimento internazionale per gli appassionati" (Mario González)

Anche la danza ha occupato un posto di rilievo nel programma, con nomi come Abel Harana, David Nieto, Macarena Ramírez, Carlos Carbonell o Maria PoquetArtisti che hanno contribuito a creare un'offerta varia ed equilibrata tra cante e danza. Accanto a queste, si sono tenute lezioni tenute da rinomati specialisti come Manuel Martín Martín, Joaquín López Bustamante o Susanne Zellinger Hanno fornito una prospettiva analitica e informativa che ha arricchito la visione del pubblico.
Uno degli elementi distintivi di questa edizione è stato il coinvolgimento di spazi di alto valore simbolico per la flamencoGonzález mette così in risalto luoghi emblematici come i centri di interpretazione di Paco de Lucía, ad Algeciras, o quello di Camarón de la IslaA San Fernando, che hanno ospitato recital, conferenze e tavole rotonde, diventando “testimoni attivi” della Biennale. “Ancora una volta, abbiamo voluto proiettare l’immagine di un flamenco "Radicato, autentico, di cui Cadice è paladino e che continua a posizionare la provincia come punto di riferimento internazionale per gli appassionati", sottolinea il regista.
Gli organizzatori considerano l'evento "molto soddisfacente", celebrando la risposta del pubblico e il consolidamento del progetto. González ha espresso la sua gratitudine per "il sostegno dei partecipanti, degli artisti e delle istituzioni pubbliche", tra cui i consigli comunali partecipanti, la Giunta Provinciale di Cadice e la Giunta Regionale dell'Andalusia. Ha inoltre annunciato che i lavori per la fase successiva sono già in corso. 5a edizione della Biennale, che si terrà nel 2027, con l'obiettivo di continuare ad ampliare gli orizzonti e rafforzare il ruolo della provincia come uno dei principali epicentri di flamenco.





