Aggiunta presentazione formale per i media nel Istituto Andaluso di Flamenco che ha avuto luogo nella mattinata di giovedì 22 maggio, l'organizzazione del LVI Riunione di Cante Jondo da La Puebla de Cazalla tornato al Peña Flamenca Torres Macarena da Siviglia nel pomeriggio dello stesso giorno per fare lo stesso con i tifosi, come da tradizione da alcuni anni. L'evento è stato illustrato con un recital di piccolo formato della Morisca L'Yiya, che in quattro colpi ha condannato con la lettera maiuscola gli attributi che la definiscono come cantante.
Miguel Angel Martin, delegato allo Sviluppo, Servizi Pubblici, Transizione Ecologica e Comunicazione del Consiglio Comunale di La Puebla, ha brevemente delineato il cast e gli eventi pre-lancio di La Reunion. Da parte sua, Miguel Ángel Rivero, ex delegato alla Cultura del comune, ha parlato con eloquenza dell'idiosincrasia dell'incontro e del lavoro di Francisco Moreno Galván che è in testa al manifesto. È intitolato La fonte del jondo e in esso si riflettono gli agenti necessari e indispensabili che Francisco comprese che il flamenco: rabbia, perché "il cante "fa davvero male", simboleggiato da un branco di cani e dal torso di un cantante che mostra il sangue e il dolore delle sue costole sanguinanti; flamencoe il pubblico, sempre presente e partecipe del rituale senza il quale tutto il resto non ha senso. Per questo, si chiama riunione, non festa, in linea con il pensiero di chi ne celebra il centenario della nascita, un evento che quest'anno viene commemorato con attenzione con numerosi eventi in suo onore.
"Ci aveva più che conquistati e aveva annunciato la chiusura con una seguiriya, come fanno i grandi, come piace a me, stanco delle bulerías a buon mercato senza motivo. Yiya è una grande cantante di seguiriya, una di quelle che trafigge con una ay e sa dove feriscono i gemiti del lamento nero."
Yiya era accompagnato dalla potente chitarra, compagna e infallibile di Antonio Carrión, che saranno raccolti nella notte di venerdì 23 maggio, Medaglia di Siviglia per la sua carriera nel flamenco per più di cinquant'anni. A palmas Rocío Barranco e Isaac Mejías, oltre alla partecipazione di Mara, figlia del cantante in uno dei cantes.
Ha iniziato dondolando i terzi di bambera, con tributo costretto a La ragazza con i pettiniSi scaldò la gola, accarezzando la pelle del pubblico e mostrando la sua assoluta dedizione dal momento in cui socchiuse l'angolo delle labbra. In omaggio a Francisco – e Menese– infilava le lumache in modo lasco e ben cantato suonano la leva, già nel pieno del suo ritmo, a suo agio e senza artifici superflui a offuscare il sentiero che porta a sinistra. Lasciò la strada aperta. E infilò dei tanghi sublimi, pieni di gusto e ritmo, trasportati dal palato di chi sa e sa fare, quando ne ha voglia o quando è ispirato. Ci aveva ormai più che conquistati e annunciò la chiusura con una seguiriya, come fanno i grandi, come piace a me, già stanco delle bulerías a buon mercato senza motivo. Yiya è una grande cantante di seguiriya, una di quelle che trafigge con un ay e sa dove feriscono i gemiti del lamento nero. L'aprì con un tocco leggero. lungo la riva del fiume e colpì lo zamarreón con quello di Zio José de Paula per fissarlo in seguito inserendo gli asauri nel maschio del Monocolo Peña. Lo Yiya fu incoronato di nuovo nel tempio del flamenco Sivigliano con un recital di stile e trapío che ha strappato con graffi jondoai fan presenti e a questo critico.
Foglio artistico
Presentazione del LVI Incontro di Cante Jondo da La Puebla de Cazalla
Peña Flamenca Torres Macarena, Siviglia
Maggio 22 2025
Cante: La Yiya
Chitarra: Antonio Carrión
Palmas: Rocio Barranco, Isaac Mejías e Mara





















