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Flamenco solenne e d'oltremare

La Biennale d'Arte Flamenco da Malaga ci ha portato il 'Barocco Flamenco', un recital di Bonela Hijo con il clavicembalo e l'organo di Antonio del Pino e la chitarra di Bonela Chico, nella chiesa di San Jacinto de Macharaviaya, Málaga.

Lourdes Gálvez del Postigo by Lourdes Gálvez del Postigo
Julio 12 2025
en Cronache, In prima pagina
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'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte

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A volte la vita ci riserva delle belle sorprese. Possiamo immaginare come suonerà un seguiriya accompagnato da un organo positivo, ma sperimentarlo nella realtà è tutta un'altra cosa.

Questa realtà ci è stata portata dal Biennale d'Arte Flamenco da Malaga, unendo una serie di circostanze che hanno reso l'esperienza magica: un'enclave semplice ma maestosa come Macharaviaya, il ricordo del suo Chiesa di San Giacinto, una voce profonda e sapiente come quella di Bonela Son, la giovane chitarra di Bonela Chico e la padronanza e la sensibilità di Antonio del Pino al clavicembalo e all'organo positivo.

Si potrebbe pensare che questi strumenti dei secoli passati siano eccessivamente invasivi per l'uomo. cante e quella comunione sarebbe stata difficile, ma per questo c'era la sottigliezza e la delicatezza di Antonio del Pino, che sapeva fondersi con il cante e la chitarra contribuì a creare un'atmosfera di solennità che non sminuì, ma anzi, aggiunse una nuova dimensione percettiva ai sensi.

Hanno iniziato con uno dei palos il più addolorato dei fan flamenco, la seguiriya, nella sua forma più breve e acuta, la jerezana, tramite Zia Anica la Piriñaca y il Nitri, un'ottima scelta per un recital come questo.

Gli accordi della malagueña ci emozionavano, Antonio del Pino sapeva dare all'organo gli accenti della cante e la chitarra di Bonela Chico in perfetta comunione. Bonela Hijo ha iniziato con la prefazione della malagueña di Gemello, ancora una volta molto pertinente, poiché si dice che questo cantante di Cadice amasse sedersi nella cattedrale di Cadice per ascoltare la messa cantata e che fu da lì che potrebbe aver trovato ispirazione per creare la sua malagueña. Continuò con quella di Maestro Ojana, anche con un'aria liturgica, per finire con cantes Giovanni BrevaBonela seppe superare la difficoltà di adattamento al timbro dell'organo, che condizionava l'estensione del suo cante, ma che lui perfezionava costantemente fino a raggiungere la perfezione.

 

«In un luogo come Macharaviaya, luogo di nascita della famiglia Gálvez, che divenne viceré e ministri dell'Impero spagnolo, il tour attraverso le Americhe che Bonela Hijo ci ha fatto fare ci è sembrato perfetto, attraverso la vidalita, la milonga della Niña de la Puebla e, come tocco finale, un'interpretazione molto flamenca del tango Mano a Mano di Carlos Gardel.»

 

'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte
'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte

 

Antonio del Pino si sedette al clavicembalo e ci suonò alcune xácaras del XVII secolo, che i Bonelas accompagnarono con palmas in tempo soleá. Non invano, questo pezzo associato al picaresco e al popolare è stato preso in considerazione come un precedente nei modi e nelle cadenze di alcuni palos.

La soleá riacquistava grande solennità nell'unione di voce, chitarra e organo, perfettamente intonati, in un insieme armonioso che esaltava la cante.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle sonorità aggraziate e cortesi della Folía al clavicembalo di Antonio del Pino, che ancora una volta ha saputo conferire a questa danza del XVIII secolo sfumature che la avvicinano al suo scopo. flamenco, accompagnato da Bonela Chico alle nacchere, creando un pezzo di grande bellezza che ha deliziato il pubblico.

Se Bonela Chico era preciso con le nacchere, ha dimostrato la sua tecnica e freschezza interpretando lo zapateado di Stefano di Sanlúcar, un chitarrista che si distingueva non solo per il suo modo di suonare accompagnando, ma anche per i suoi assoli da concerto, in un'epoca in cui erano pochissimi i chitarristi che lo facevano.

Infine, in un luogo come Macharaviaya, la culla della famiglia Galvez, che divennero viceré e ministri dell'impero spagnolo, abbiamo trovato perfetto il viaggio attraverso le terre americane che Bonela Hijo ci ha fatto fare attraverso la vidalita, la milonga della Niña de la Puebla e, come tocco finale, un'interpretazione molto flamenca del tango. Mano a Mano de Carlos Gardel.

Un recital che ha brillato per la qualità dei suoi interpreti, per il coordinamento e l'armonia, e per la ricerca della durata perfetta, lasciandoci soddisfatti ma con quel retrogusto di volerne ancora. La Chiesa di San Jacinto risuonava degli applausi del pubblico in piedi.

 

Foglio artistico

barocco flamenco, di Bonela Hijo e Antonio del Pino
IX Biennale d'Arte Flamenco da Malaga
Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga
11 luglio 2025
Cante: Bonela Son
Organo chiave e positivo: Antonio del Pino
Chitarra: Bonela Chico

 

'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte
'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte
'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte
'Barocco flamenco', di Bonela Hijo e Antonio del Pino. IX Biennale d'Arte Flamenco Da Malaga. Chiesa di San Jacinto, Macharaviaya, Málaga. 11 luglio 2025. Foto: Joaquín Belmonte

 

Tags: Antonio del Pinobarocco FlamencoBiennale d'Arte Flamenco da MalagaBonela SonCantaor flamenco
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Lourdes Gálvez del Postigo

Lourdes Gálvez del Postigo

Originario di Malaga con forti legami familiari con Flamenco e il Festival Verdiales. Laureata in Storia dell'Arte, ha coniugato la sua formazione accademica con la sua vocazione flamenca, evidenziando il suo impegno come critica e promotrice, sia attraverso conferenze, articoli, mostre o le sue rubriche radiofoniche su SER e Canal Sur, dove cerca di portare il Flamenco senza rinunciare al rigore.

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