Il lavoro che il Contenitore culturale UMA È interessante notare che ogni giovedì dell'anno accademico è dedicato ad un'esibizione musicale, il più delle volte a cura di flamencoQuesta iniziativa del Prorettorato alla Cultura della Università di Malaga Non solo è riuscita a consolidarsi, ma gran parte del pubblico che la frequenta è costituito dagli studenti stessi, il che rappresenta una vera e propria ricchezza per la sopravvivenza di quest'arte ancestrale.
La scommessa di giovedì 30 puntava in alto, nientemeno che sulla nuovissima Lámpara Minera 2025, Gregorio Moya, accompagnato dalla brillante chitarra di Paco Cortés.
Questo cantante di flamenco, originario di Argamasilla de Alba, nella Mancia, possiede un talento straordinario: una voce ferma, penetrante negli acuti e magnifica nei gravi, con un'intonazione impeccabile. Ma, in più, il suo timbro ricorda in modo sorprendente la voce del compianto Enrique Morente, cosa che abbiamo potuto confermare quando ha pubblicato il suo album. Nessuno dorme con il francobollo La farmacia della musicaNon sappiamo se sia stata questa coincidenza timbrica a far sì che Gregorio Moya si sentisse attratto dallo [strumento musicale] fin da giovanissimo. cante del Ronco del AlbaicínMa la verità è che oggi è uno dei grandi conoscitori della sua opera e della sua estetica del canto flamenco, e la porta come una bandiera con rispetto reverenziale in tutte le sue esibizioni.
Con il tutto esaurito – oserei dire che la maggior parte dei presenti erano ammiratori di Morente, attratti dalla serietà e dal rigore con cui questo cantante affronta l’eredità morentiana – ha avuto inizio il recital.
L'uomo della Mancia ruppe il ghiaccio con le donne di Malaga. I Trini con fandango di Piccola bottiglia di menta che servì da scheletro musicale per la versione di El Niño Yuntero de Miguel Hernández, che Enrique registrò nel 1973, essendo il primo ad adattare alla musica, in questo caso al flamenco, la raccolta di poesie del poeta di Orihuela, con il coraggio di farlo mentre era ancora in vita il dittatore Franco.
"Non sappiamo se sia stata questa coincidenza timbrica a far sì che Gregorio Moya si sentisse attratto dalla musica fin da giovanissimo." cante "Del Ronco di Albaicín, ma la verità è che oggi è uno dei grandi conoscitori della sua opera e del suo stile flamenco, e lo porta come una bandiera con reverenziale rispetto in tutte le sue esibizioni."

Poi è andato a Levante; doveva farlo, avendo vinto la Lámpara Minera quest'anno, e ci ha dato il cantes Pedro el Morato e Cartageneras, con squisita modulazione.
Con il pensiero in Federico García Lorca, ha interpretato i tientos La leggenda di Tempo E nella soleá, con le divine falsetas di Paco Cortés, che era eccellente nel suo accompagnamento, e con la sua voce che era andata in crescendo Nelle loro sfumature e nella loro trasmissione, hanno suscitato applausi entusiastici da parte del pubblico.
I fandangos di Huelva potrebbero essere mancati un po' di grinta, ma con la petenera che seguì, un cante cosa che, purtroppo, non sentiamo spesso, l'uomo della Mancia tornò ad essere più forte.
I deliziosi tanghi di Il linguaggio dei fiori Dovevano essere il gran finale del recital, ma il pubblico non lo permise; ne volevano di più. Non uno, ma due. canteInoltre, Gregorio Moya dovette fare di più per accontentare i rispettabili: i noti tanghi La stella e alcuni fandango di El Gloria che hanno fatto alzare in piedi il pubblico, grato di aver vissuto una serata in cui è diventato chiaro come un artista, con serietà e rispetto, possa mettere in scena un recital basato sull'opera di una leggenda come Morente.
Continueremo a seguire da vicino la carriera di Gregorio Moya, già inarrestabile, ma che ha davanti a sé la sfida di sviluppare una propria personalità, che intravediamo timida ma pronta a emergere. Decollo.
Foglio artistico
Recita di cante di Gregorio Moya
Contenitore Culturale dell'UMA, Málaga
30 ottobre 2025
Cante: Gregorio Moya
Chitarra: Paco Cortés




