In tempi in cui siamo in qualche modo orfani di flamenco di rango superiore nel territorio sivigliano, il Consiglio Provinciale di Siviglia ha messo insieme un programma con le cifre del flamenco contemporaneamente percorrendo i comuni della provincia, realizzando così una delle aspirazioni di un totale di 15 località che, in questo senso, ci portano a pensare a una società più giusta ed egualitaria.
Y a Bollullos della Mitazione, incastonato nel cuore dell'Aljarafe sivigliano e terra che apparentemente ha cullato il mitico Pedro Lacambra (XVIII-XIX), contrabbandiere, mecenate, residente a Triana e cantore di seguiriyas, serrana e liviana, e l'impareggiabile Manuel Calero (1947-2024), la fortuna lo ha favorito –come ha espresso l’Assessore alla Cultura– con la presenza di Jose Mercé, la cui dedizione e profondità hanno giocato un ruolo decisivo nel prestigio del festival provinciale.
"Jerezan José Mercé ha confermato di avere duende, termine usato in modo rozzo e dilettantesco, ma che, come ha ben definito Federico García Lorca, allude al misterioso potere che tutti sentono e che nessun filosofo riesce a spiegare."
Alla presenza del deputato provinciale, Casimiro Fernández; il sindaco della città, Clara Monrobé, insieme al suo team governativo; il coordinatore del Festival Flamenco Elfo, Pedro Chicharro, e un pubblico rispettoso che ha riempito la sala, il nativo di Jerez José Mercé ha confermato di avere duende, quel termine che si usa in modo rozzo e dilettantesco, ma che come lui ha ben definito Federico García Lorca Allude al “potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega”.
Cioè, l'inspiegabile, tale che la donna di Granada-Malaga Manuel Torre con il Malaga di Il gemello presentazione, omogenea e decisa come sempre, cantando poi in modo eccellente in soleá, applicando le variazioni, da Alcalá a Jerez, con timbro omogeneo e dizione eccellente.
La spiegazione dell'inesplicabile potrebbe essere illustrata, precisamente, con il modo di avvicinarsi al seguiriya cante che conferisce a José Mercé un ruolo molto impegnativo, poiché il suo grado di esposizione agli stili di Cagancho, Il Marrurro e la cabala, è molto alta. Voglio dire che, se mantiene la caduta delle terze in un registro abbastanza percettivo, l'ascesa dei toni non costituisce un ostacolo insormontabile, come sosteneva allora nei fandango, che affrontava con generosità e sicurezza, distinguendosi in quelli di El cioccolato y Antonio de la Calzá, sia nel collegamento melodico che nei passaggi più intimi.
Seguendo la teoria del duende di Lorca, non c'è motivo coerente per rivelare come la sua voce, gitana e calda, si mantenesse in un perfetto appoggio nelle gioie di Cadice, alle quali, ormai gravitando con tutto il gruppo, facilitava un'intonazione impeccabile, senza dimenticare sfumature lamentose che colpivano, con la distinzione che sottolineo nel mio quaderno della canzone. All'alba, di Luis Eduardo Auté, esposto dalle bulerías con ambizione espressiva di fronte alla qualità del basso e cantato dal pubblico, gioioso di fronte a un cante commovente, intenso e con note alte sicure e molto ben intonate.
"Mercé ha presentato a Bollullos de la Mitación un concerto compatto e incisivo, con ritmi brillanti e uno stile chiaro, tipico di Jerez, che mette in risalto efficacemente i colori e le sfumature."
All'interno dei canoni esistenti, la disposizione delle terze corte delle autentiche bulerías di Jerez era misteriosa, come se le esprimesse con nobile fraseggio, ma con dolore contenuto ed evidente solennità, segnando così una profonda chiarezza e un polso molto ritmico, soprattutto quando si evidenziano i contrasti dinamici e la ricchezza dei colori delle canteche propone, da Juanito Mojama a Luis de la Pica, un denominatore che è stato mantenuto nella canzone popolare Aire, un “bis” segnato dall’enfasi sul ritmo, che è in realtà ciò che prevale nella diversità delle sfumature musicali.
Il pubblico è rimasto incantato dalla natura affascinante e misteriosa dell' jondo offerto da José Mercé, che ha proposto un concerto a Bollullos de la Mitación pianificato in modo compatto e incisivo, con ritmi brillanti in un chiaro stile di Jerez, evidenziando efficacemente i colori e le sfumature, soddisfacendo così tutte le aspettative del pubblico, il che giustifica la rivalutazione del prestigio di José Mercé, confermandone la solidità nel tempo.
Il recital è stato offerto in un contesto di altissimo livello, per cui il pubblico ha apprezzato la dedizione e ha applaudito un'esecuzione così magniloquente. È ovvio, tuttavia, che il duende non è un'esclusiva del... flamenco, sebbene tutti i flamencos identificarlo. Né sarà il firmatario a rettificare il poeta di Carattere di cowboy, quando affermava che "con le parole si esprimono le cose umane; con la musica si esprime ciò che nessuno sa o può definire, ma che esiste in tutti in misura maggiore o minore". E José Mercé gli ha dato ragione.
Foglio artistico
Io Festival Flamenco Duende, per la provincia di Siviglia
Teatro Casa della Cultura, Bollullos de la Mitación (Siviglia)
17 ottobre 2025
Cante: José Mercé
Chitarra: Antonio Higuero
Palmas: Chicharito, Mercedes García e Jorge Bautista
Percussioni: David el Gasolina



