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Dodici fiori melodici con molti petali flamencodi qualità

Il chitarrista di Almería David Leiva ci regala una doppia opera, musicale e letteraria, di compiuta creatività.

José Cenizo by José Cenizo
Septiembre 21 2025
en Con un altro verso, In prima pagina, firme
11
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Il chitarrista David Leiva. Foto: sito web di Taller Musics

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A volte nel repertorio delle opere di flamenco Troviamo registrazioni incorporate in un libro, come nel caso dell'omaggio a Juan Ramon Jimenez (Edizioni Signature), di Paco Robles, con un album dedicato al poeta da Rocio Marquez, oppure, come nel caso in questione, da una parte un documento e dall'altra un libro che allude al documento, o viceversa.

Davide Leiva –Almería, 1977– è chitarrista, compositore, scrittore e musicologo. Una formazione completa, insomma, unita al suo lavoro di insegnante e manager musicale, gli consentono di creare un'opera di qualità. 12 floresIl libro, curato da Cerchio rosso, assume la forma di una narrazione, da un lato, e, dall'altro, funge da collegamento e spiegazione del contenuto dei dodici temi che compongono il CD 12 floresÈ il suo secondo album, dopo Fuente victoriaDi 2012.

En 12 flores Rende omaggio alla sua famiglia, in particolare ai genitori e alla figlia. Così, il cerchio di qualità musicale, profondità del flamenco, scrittura e affetto si chiude, e il lettore e l'ascoltatore ne sono grati.

Per cominciare, il CD è già molto bello con fotografie e un libretto, con bellissime foto, una in particolare di sua figlia Aina di un bambino che dorme su una chitarra, disegni e i testi di ogni brano. Un artista come Leiva, che ha pubblicato più di cento opere, ha avuto, come dice il libretto, la pazienza di aspettare più di dieci anni per intrecciare questo progetto con meticolosità e cura. Ci racconta che la musica diventa narratrice, "tessere storie che si snodano lungo sentieri inesplorati per offrire un'esperienza davvero speciale"L'eredità familiare, sottolinea, è presente, "svelando l'intrigante trama di una scatola che custodisce dodici fiori di cristallo, un'eredità lasciata dai miei genitori". In questo modo, conclude, "ogni capitolo è una tela in cui la storia dell'eredità è intimamente intrecciata, come le melodie che emanano dalle corde della mia chitarra".

Bene, questa è la giustificazione, l'ispirazione, ma veniamo ai risultati, che sono ciò che conta nell'arte. Abbiamo trovato dodici temi, con i seguenti titoli, alcuni davvero evocativi e poetici: Aina, Stella di primavera –bulerías–, Naturalmente –tanghi–, Mughetti –siguriya–, Nimzaj y fiore di gelsomino -rumba-, Per un sogno –fandangos–, Tra i papaveri, Occhi verdi, Le Tre Ville, Doña María, Al mio Manuel, e infine, Alla mia Rosa.

Riflettono la conoscenza generale di vari codici, dal flamenco, naturalmente, che è la base, al jazz, all'elettronica, alla copla e alla musica classica, risultando in un'opera eclettica, colta, molto elaborata e, tuttavia, ricca di sfumature, freschezza, background artistico ed esperienziale, tasselli viventi di un puzzle familiare e musicale di grande spessore.

Per raggiungere questo obiettivo, non esita a contribuire, oltre alla sua ispirazione, con due cose che lo nobilitano e lo arricchiscono. Da un lato, i suoi testi, tranne che in occhi verdi, di Quintero, Leon y Quiroga, così noto. E d'altra parte, essere accompagnato da un folto gruppo di musicisti e cantanti. L'elenco sarebbe lungo, e tra questi c'è il pianista Chano Domínguez, il cantante Naike Ponce, Jorge Mesa Piranha, ecc. Congratulazioni a tutti.

 

«I tagli dei '12 fiori' riflettono la conoscenza generale di vari codici, dal flamenco, naturalmente, che è la base, al jazz, all'elettronica, alla copla e alla musica classica, risultando in un'opera eclettica, colta, molto elaborata e, tuttavia, ricca di sfumature, freschezza, background artistico ed esperienziale, tasselli viventi di un puzzle familiare e musicale di grande spessore.

 

 

Ognuno ha i suoi criteri e gusti. Il mio mi porta a evidenziare, nell'ambito della grande qualità dell'intera opera, alcuni titoli. Innanzitutto, il bellissimo portico dell'opera, Aina, bella e armoniosa, con la sua bambina che fa il tirititrán, un pizzicotto preciso di Leiva, una strumentazione ricca e un'aria prima di alegrías e poi di rumba fresca, con l'aggiunta di quel rap di Patricia KaneUno dei testi che canta Marc Suárez ha detto:

La vita può darti colori.
A volte non si trovano brave persone.
Scegli chi ti dà gentilezza
e lascia indietro quelli che non ti si addicono.

Il quinto, un tema doppio con una prima parte, Nimzaj, che è Jasmine al contrario, e fiore di gelsominoPiù commerciale per via del suo stile rumba, l'autore vuole esprimere, ci dice, il contrasto tra dissonanza e oscurità, seguite da delicatezza e fragranza, da qui le due parti musicalmente molto distinte. Gisela Quirós canta il testo, uno dei quali dice:

Vola con libertà
da un dente di leone,
con quella felicità
il cuore sarà riempito.

Il sesto, Per un sogno, sono fandango, uno naturale, un altro di Huelva e l'ultimo strumentale abandolao. Lui canta Ana Colom con gusto e il migliore è il finale strumentale, un eccellente involucro melodico, con un fantastico Sara Brito con il flauto.

Il settimo, Tra i papaveri, è un assolo di chitarra, senza testo, basato sul tremolo, con un'accordatura speciale che gli conferisce, dice Leiva, un suono unico, intriso dei suoni della natura. Una riflessione meravigliosa e, soprattutto, il risultato è straordinario, proprio come piace a me.

L'undicesimo, Al mio Manuel, un omaggio a suo padre, come l'ottavo tema era in precedenza dedicato a sua madre Rosa, Occhi verdi, cantata da lei stessa, o, ai due nonni, la decima, Doña María. Al mio Manuel riunisce diversi interpreti in un dialogo sonoro ed emozionante: lo stesso Leiva, i chitarristi Paco Bethencourt y Pedro Pedrosa, la mandola di Pietro Medina e i cori di Cristina López.

E infine, tra quelli che mi sono piaciuti di più, il dodicesimo, Alla mia Rosa, pura delizia, dedicato alla madre, un ensemble sonoro dove si alternano alcune voci e vari strumenti, come il penetrante violoncello di Carmela Cristos, facci raggiungere la gioia.

Insomma, un CD eccezionale, con il suo libretto allegato, che mette in mostra tutto il genio creativo dell'autore, ben accompagnato dagli altri artisti. Scrive quasi tutti i testi, con una padronanza assoluta dei registri. flamencoe conoscenza di altri generi musicali. I suoi tremoli e il suo fingerpicking, ad esempio, sono accattivanti dall'inizio alla fine, e la sua creatività è notevole, quindi consiglio vivamente questo album a tutti. Congratulazioni.

 

→ Davide Leiva, 12 flores, CD e libro, RGB Visual Art / Flamenco Dal vivo, 2024

 

 

Tags: 12 floresDavide Leivadiscoteca flamencochitarrista di Almeríaguitarrista flamenco
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José Cenizo

José Cenizo

Paradas (Siviglia), 1961. Laureato e dottorato in Filologia Ispanica. Divenne un fan dopo aver visto Miguel Vargas dal vivo da giovane. Autore di diversi libri di ricerca su flamenco e canzoni di flamenco. Collaboratore di diverse riviste flamencoRingrazia la vita per aver conosciuto, un po', e amato, molto, la flamenco.

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